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Intermezzo

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venerdì
gen272012

A tutela dei consumatori

Apple pubblica sullo store italiano un link che riporta la dicitura: Comunicazione a tutela dei consumatori

Cliccando su quel simpatico link, vi si aprirà un PDF contenente la delibera dell'AGCM circa la querelle sui due anni di garanzia, garantiti dalla legge italiana, ma che Apple sembrava non applicasse sui propri prodotti. Anzi, spingendo la vendita dell'AppleCare Protection Plan per estendere la copertura a tre anni.

Va dato atto all'azienda di aver pubblicato apertamente il documento, tuttavia però non esplicitando da nessun'altra parte la natura dei cambiamenti in atto sulla garanzia dei propri prodotti. Come a dire:...visto? Ci hanno dato 900.000 euro di multa e noi dobbiamo ubbidire.

Così come si sono sbandierate le vendite record, bastava poco per specificare meglio e tutelare davvero i devoti acquirenti. Aggiornando magari anche il sito nella parte dei Termini e condizioni di vendita.

venerdì
gen272012

Più Street di così...

Sarebbe stato bello vedere le session di motion capturing di questo Fifa Street. In uscita a marzo:

giovedì
gen262012

Twitter: incrementare i click sui link

Un'interessante infografica mostra numeri concreti, basati su 200.000 link veicolati tramite Twitter, su quando è meglio lanciare un cinguettio, dove posizionare i vostri link, con quanta frequenza e in quali modalità.

Click sull'immagine per vederla completa.


lunedì
gen232012

Quanto vale un secondo

Su YouTube, un'ora.

Video dedicato al lancio del nuovo sito One Hour Per Second che contiene, è il caso di dirlo, solo fun stats & facts

domenica
gen222012

La metafora italiana

Venerdì sera è andata in onda la prima puntata della nuova stagione de "Le invasioni barbariche", il programma condotto da Daria Bignardi su La7. Tra gli ospiti Saviano e Lorenzo Cherubini aka Jovanotti. E proprio nell'interminabile balbettio di quest'ultimo, uno spunto sopito nella mente di tanti, al di là della tragedia umana.

Il forte potere di un'immagine (mai come in questo caso, context is the king), l'ironia incontenibile del destino, il riassunto di una situazione italiana perfettamente sintetizzato da un transatlantico sdraiato nel mare. Senza contare poi lo status dell'agire italiano, raccontato nei minuti precedenti della puntata proprio da Saviano e che in questi giorni tiene più banco della tragedia stessa. Incurie, pressapochisimo, abusi di potere, azioni "ma sì tanto chi ci controllla...".

Perfortuna o purtroppo lo sono.

venerdì
gen202012

Quale futuro per Google+?

Solo qualche giorno fa sottolineavo il fatto che un futuro per Google+ è possibile e, molto probabilmente, quel suo spazio vitale si può definire stabile in quello spazio che sta a metà tra il luogo "bar-chiacchiericcio" che è oggi Facebook e il blog personale.

Ho trovato però altrettanto interessante lo spunto di riflessione di John Battelle sull'argomento. Nell'annuncio sui risultati finanziari di chiusura 2011, Google dedica un paragrafo anche al suo neonato Social Network, Google+:

I am super excited about the growth of Android, Gmail, and Google+, which now has 90 million users globally – well over double what I announced just three months ago. By building a meaningful relationship with our users through Google+ we will create amazing experiences across our services.

90 milioni di utenti iniziano ad essere parecchi considerata la giovane età dello strumento. Tuttavia come fatto notare da John, non c'è uno straccio di dato sull'engagement degli utenti, su quanto Google+ viene utilizzato, per quanto tempo ci restano collegati, insomma quanti utenti attivamente utilizzano questo Social Network con qualche reale beneficio. Update: Vincos ricorda nei commenti (60% attivi quotidianamente, e 80% settimanalmente) http://t.co/58b4Acpv

E mentre leggevo queste righe mi sono accorto che io stesso non lo uso praticamente mai, a parte lurkare qualche volta e diffondere, quando mi ricordo di farlo, i contenuti di questo blog. Allo stesso modo a livello di business, non ho ancora visto nessuna azienda comportarsi virtuosamente con Google+ a parte qualche saggio utilizzo di Hangouts come fatto recentemente dalla Casa Bianca.

C'è chi lo utilizza come sostituto di Facebook, vivendolo come il magico rifugio anti Zuckerberg, senza accorgersi di aver abbracciato un ben più osservante Grande Fratello. Fa riflettere profondamente la formula inversamente proporzionale del moltiplicarsi delle piattaforme Social e la loro sopravvivenza nel Web. Evitando di ragionare in chiave darwiniana per un momento, i soli elementi chiave per il successo sono il differenziare l'offerta di piattaforma e proporre funzionalità, seppur già presenti altrove, con standard più elevati della concorrenza. E questo lo si è visto nel recente passato con l'ascesa e poi il declino di tutti i luoghi virtuali dove l'umanità era solita ritrovarsi, abbandonati poi per un sostituto ritenuto diverso e migliore allo stesso tempo.

E' chiaro, dall'altro lato, esserci in atto una battaglia di denari non di poco conto per, perdonatemi l'utilizzo di parole forti, la detenzione e la trattenuta di porzioni sensibili di informazioni che ci riguardano, e che al momento fanno tutta la differenza del mondo in termini di introiti quando si va poi a parlare con gli investitori. Solo che da una parte vi è una società che ha avuto la fortuna di aver avuto un colpo di genio degli ultimi 10 anni, e di sapersi muovere correttamente nelle dinamiche sociali, Facebook; dall'altra una arrancante e affaticata su quanto di più prezioso le persone hanno da condividere, esperienze ed emozioni, ma che ha tuttavia dalla sua, da qualche anno a questa parte, le sorti dell'andamento della Rete, ovvero Google.

Volendo utilizzare una metafora presa in prestito dal mondo del calcio, è come avere una squadra di campioni senza attaccanti contro una squadra di dilettanti, ma con il più forte attaccante del mondo che nessuno si potrà mai permettere di acquistare. Tuttavia la prima squadra possiede nel vivaio un giovane talento, starà alle attente valutazioni della società quale mosse attuare per farlo diventare il campione di domani, oppure un banale attaccante come tanti se ne trovano, facilmente dimenticato da tutti a fine carriera.