Ghost: Il futuro delle piattaforme di blogging?

Ho scoperto tramite questo articolo di Mashable il progetto di John O'Nolan  , intenzionato a rivoluzionare il mondo del digital publishing, e in particolare quello della blogosfera, attraverso lo sviluppo un nuovo software online, Ghost, finanziato dagli utenti attraverso Kickstarter.

La pagina del progetto e molto dettagliata e ci sono già alcuni esempi di come sarà sia il backend che il frontend della piattaforma.

John è avvezzo alla blogosfera, come citato nel video ha lavorato alla realizzazione di blog per grandi società e si è occupato all'interno di WordPress, il CMS dedicato ai blog per antonomasia, dell'Interfaccia Utente. Tuttavia, proprio perché profondo conoscitori di WordPress ha compreso che la piattaforma è diventata via via negli anni sempre più complessa o comunque molto più adatta a siti web e grandi progetti, come spiegato nel suo post di presentazione di Ghost.

Ed è il motivo per il quale anche il mio blog è sempre rimasto su Squarespace e non su Wordpress. Quando non si hanno le basi tecniche per aggiornare plug-in, scrivere qualche riga di codice per sistemare al meglio un template ti trovi sempre nella spiacevole posizione di chiedere a qualcuno, e so che tanti blogger italiani hanno un appoggio che sia Andrea o il buon Gioxx.

Inizialmente l'idea di John era quella di costruire Ghost su una versione semplificata di WordPress, ma non avrebbe ottenuto il risultato sperato. Ha optato quindi per scrivere un software originale in JavaScript, opensource  e una società alle spalle che, a suo dire, non farà mai profitto:

Every penny we make from our hosted customers will be re-invested to make Ghost better and grow the platform

I soldi arriveranno da alcuni contenuti a pagamento, come i temi e le personalizzazioni per le quali ha già preso accordi con i più grandi produttori esistenti per WordPress, come WooThemes e Envato.

E' presto per dire se sarà un successo, ciò che mi ha sorpreso è l'attenzione su progetti del genere. Ghost era partito con una richiesta base su Kickstarter di 25.000 sterline e ora ne ha già raccolte 155.000, cosa che ha spinto John a crederci e a puntare al traguardo di 250.000 sterline. Sintomo che la voglia di condividere contenuto di qualità è ancora viva, evitando i gattini di Facebook e il porno di Tumblr.

Di progetti simili ne esistono già, da Medium a Svbtle, e tutti hanno dei comun denominatori: Contenuto di qualità, semplicità d'utilizzo e lettura, nessun commento.

Difficile prevedere il futuro, la certezza è che in 10 anni poco è cambiato nel panorama dei servizi di pubblicazione online e sarà altrettanto difficile mantenere dei servizi di questo tipo dedicati a un unico scopo, che non sia quello anche di pubblicare contenuti più sofisticati, così da evitare una deriva simile a quella di WordPress.

Da qui a un anno ne sapremo di più, per ora SquareSpace è il giusto equilibrio per i contenuti che mi interessa pubblicare. Che ne pensate?

Che mondo sarebbe senza Nutella?

Mio papà è di Alba, la cittadina del basso Piemonte dove la Nutella viene prodotta. Nutella è un prodotto italianissimo, forse tra i più conosciuti al pari del Vegemite Australiano, ed è del gruppo Ferrero.

Ogni volta che torniamo da quelle parti per andare a caccia di bontà culinarie o anche solo di parenti viene sempre fuori la storia dell'anziano sig. Pietro Ferrero, che negli anni'40 partendo da via Rattazzi, si trascinava con i suo carretto per la via maestra a vendere i dolciumi a base di gianduia.

In questi giorni ho provato ad immaginare cosa avrebbe potuto pensare il capostipite di un'industria ad oggi così fortunata sulla questione World Nutella Day.

Il World Nutella Day è un'iniziativa ideata 6 anni fa dalla blogger Sara Rosso. Da quel momento sia sul blog ufficiale, sia sulla pagina Facebook, ha raccolto l'amore e la passione di una moltitudine di utenti per questo alimento raccogliendo foto, video e soprattutto una quantità spropositata di ricette.

Qualche giorno fa, dopo 6 anni, Ferrero si accorge dell'iniziativa, pensa ad una violazione impropria del marchio e manda una lettera di diffida a Sara intimando azioni legali nel caso in cui non avesse interrotto il progetto.

Nutella, come ha ricordato bene Domitilla nella foto del suo post, fa parte dei lovemarks, un brand che negli anni abbiamo imparato a riconoscere, rispettare e amare per essere sempre rimasto fedele a se stesso.

E sebbene la qualità del prodotto sia la migliore pubblicità per se stesso, un brand diventa amato anche per queste piccole grandi iniziative, perché attorno ad esso le persone parlano, si confrontano e divulgano ad altri la passione. Non comprendere questo significa innanzi tutto non avere a cuore il messaggio che un prodotto del genere porta con se e che dovrebbe trasmettere alla gente, tanto più che un'iniziativa del genere ne esalta soltanto le qualità, non ne fa un utilizzo improprio.

Ho aspettato a scriverne, perché sapevo che il colosso di Alba sarebbe rinsavito. Qualche giorno fa, forse anche ai messaggi appassionati degli utenti, Ferrero ha riconosciuto positivamente quanto fatto da Sara e mi auguro che inizi a supportare ufficialmente il World Nutella Day.

Tuttavia si è dovuti passare attraverso questo passaggio, che in Rete rimane, piccolo o grande che sia, di dover vedere agire Ferrero come un colosso disinteressato di questo rispetto da parte dei propri utenti. E questo purtroppo non è sempre il modo migliore per farsi ricordare.

1000 di questi numeri

Ho iniziato a leggere Internazionale nel 2006, in concomitanza dei primi passi mossi nella carriera lavorativa nelle PR. L'ho sempre trovato la lettura più interessante o meglio, la migliore raccolta di articoli della settimana, che sebbene alcune volte schierata politicamente verso una certa parte, ha sempre dato una visione imparziale della bellezza e nefandezza di questo mondo.

Visto nel suo insieme è in grado di raccontare settimanalmente la "nostra Storia" attraverso gli occhi di chi la vive da vicino, ma anche e soprattutto di chi vive l'Italia da lontano, ed è un po' come avere sempre sotto controllo il polso dell'immagine che diamo all'estero.

Senza dimenticare l'immancabile oroscopo di Rob Brezsny, i racconti brevi delle più grandi penne del panorama letterario, le opinioni di tanti professionisti della comunicazione e l'ultima pagina con l'esilaranti vignette.

Oggi esce il numero 1000. Raccolte in questo video. Io per l'occasione ho deciso di attivare il mio primo abbonamento.

Digital Economy Forum

Segnalo l'evento live di oggi alle 14 organizzato dall'ambasciata U.S. in Italia, embedded qui sotto: Il Digital Economy Forum

Riunisce esperti in campo digitale dall’America, Italia ed Europa, imprenditori, direttori marketing e CTO (Chief Technological Officers) con l’obiettivo di scambiare nuove idee su come le tecnologie digitali, le piattaforme on-line ed il flusso aperto d’informazioni possano aiutare le start-up e le aziende a crescere, raggiungere nuovi mercati e produrre innovazione.

Viral Video. Tra re e regine della comunicazione

Finalmente, dopo oltre un mese dalla deadline prefissata, riesco a scrivere due righe sull'interessante lettura, Viral Video - Content is King Distribution is Queen, gentilmente offerta da eBuzzing. Lettura che capita più che a fagiolo visto la mia recente nuova occupazione.

Il libro fornisce un solido perimetro per gettare le fondamenta conoscitive sia su come una campagna video virale viene costruita, attraverso la proposizione di 7 regole d'oro, ma anche come una campagna video assuma esponenziale valore scegliendo correttamente la modalità con cui essa viene veicolata: i cosiddetti trucchi Jedi.

Le regole fondamentali che ogni azienda dovrebbe seguire affacciandosi al Social Video Advertising:

  1. La storia raccontata all'interno di un video virale è più importante del prodotto stesso di cui è protagonista la campagna
  2. I primi 5 secondi sono cruciali per farsi seguire lungo tutto il resto del video
  3. Garantire un ampio spettro di emozioni attraverso un andamento altalenante tra felicità e tristezza è la chiave per tenere incollati più spettatori possibili
  4. Nelle prime fasi di distribuzione del video è importante scegliere dei canali chiave, come ad esempio passare attraverso influencer della rete
  5. Sorprendere e non shockare per permettere al video di essere maggiormente condiviso
  6. Le prime 48 ore di vita del video sul web sono fondamentali e pregiudicano l'andamento della campagna nel periodo successivo. Raggiungere in queste prime ore una massa critica faciliterà la viralità
  7. Non contano tanto le visualizzazioni quanto le condivisioni

E' proprio quest'ultimo punto che più mi ha fatto riflettere. Gli autori del libro propongono un ulteriore, cruciale, riflessione proponendo la formula Engagement = Intenzione x Attenzione.

Una formula potente, da tener ben impressa per qualsiasi attività online, non soltanto per scatenare la viralità di una campagna video online. Questo perché spesso l'ingaggio viene spesso confuso con la condivisione, il word of mouth e tutta una serie di parametri che sono in realtà una mera conseguenza della vera forza di cattura dell'attenzione di un utente.

Una buona lettura per chi vuole addentrarsi nel mercato della viralità sfruttando tutte le tecniche ad oggi messe a disposizione dagli strumenti Social e di misurazione dei KPI digitali anche attraverso lo studio di casi specifici.

Pickles Magazine

Oggi scopro grazie a "Someone still loves you, Bruno Pizzul" Pickles Magazine, un mix di calcio, design e cultura. Tremendamente interessante, gratis e in PDF qui. Sulla copertina di questo numero, Andrea Pirlo, così descritto:

A man that effortlessly oozes cool (seen the vid of him at his winery?), impossible not to like and as iconic as any italian maestro before him. Certainly worthy of a Pickles cover.